Investimenti in crescita nell’edilizia verde

Il settore delle costruzioni è responsabile del 40% dei consumi energetici dell’intera Europa

Si può affermare che c’è un ritardo a livello europeo per il raggiungimento degli obiettivi fissati a Kyoto. Lampante è l’esempio delle rinnovabili, poiché per raggiungere l’obiettivo di produzione alternativa, entro il 2020, lo sforzo maggiore (circa il 70% secondo uno studio di Ernst & Young) ricadrà sulle cinque grandi nazioni dell’Unione europea: Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna. E, anche se alcuni Stati europei sono relativamente “messi bene”, ce ne sono alcuni che faticano a causa della scarsa disponibilità di liquidità da destinare a investimenti verdi.

Alcuni settori, però, rappresentano una grande opportunità proprio dal punto di vista economico e ambientale: è questo il caso del fotovoltaico che, per il comparto delle costruzioni potrebbe raggiungere entro il 2010 i 355Mw di potenza installata in un solo anno. Lo segnala la ricerca EuPd presentata in un convegno organizzato da Assosolare. Nel 2008 il fotovoltaico per l’edilizia in Italia ha raggiunto un giro d’affari intorno agli 800 milioni di euro, con circa 140 Mw installati. Nel 2009 si prevede l’installazione di 250 Mw con un fatturato di 1.200 milioni di euro e, nel 2010, di circa 355 MW, un dato che metterebbe l’Italia alle spalle della Spagna (circa 400 MW all’anno). Il settore delle costruzioni può, insomma, giocare un ruolo chiave nel risparmio energetico.

Secondo la Commissione europea, il comparto dell’edilizia residenziale e commerciale è, infatti, responsabile di quasi il 40% dei consumi finali di energia nell’Ue. Entro il 2020 le stime parlano di un risparmio potenziale di circa il 40% che, a sua volta, potrebbe portare a una riduzione dei consumi finali di energia dell’11%. D’altronde, senza le politiche di efficienza e risparmio già adottate dal 1973 a oggi, il consumo globale di energia sarebbe stato più alto del 56%.

Uno studio delle Nazioni Unite sulle nuove professioni dell’ambiente nel mondo, dal titolo “Green Jobs Towards Decent Work in a Sustainable Low-Carbon World”, stima che la fabbricazione, l’installazione e la manutenzione di pannelli solari darà lavoro, entro il 2030, a circa 6,3 milioni di lavoratori nel mondo. Oggi l’occupazione nel settore fotovoltaico conta circa 170mila addetti, con una forte concentrazione in quattro Paesi: Cina, Germania, Spagna e Stati Uniti rappresentano oltre il 75% del totale. «Le nuove normative del costruire sostenibile – ha affermato Gianni Chianetta, presidente Assosolare – i materiali e le nuove soluzioni di applicazione del fotovoltaico rappresentano per l’industria delle costruzioni un’importante opportunità per superare l’attuale crisi, sfruttando anche la leva fiscale e i contributi regionali. L’Italia è, però, ferma al 2% della potenza installata nel mondo».

FONTE: energia24club.it

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