Arriva il freddo, per i climi estremi consigliamo membrane ad alte performance .

Temperature estreme possono causare nei materiali di base di cui è composta la membrana, pericoli che è necessario conoscere per riuscire a contrastarli efficacemente, assicurando un adeguato livello di sicurezza e protezione.
In condizioni di freddo intenso la membrana può “indurirsi” e “spezzarsi”, mentre in caso di caldo estremo tende a rammollire, perde viscosità e quindi si espande, alterando la stabilità di forma iniziale.
La membrana impermeabilizzante, pertanto, dovrà essere scelta con molta cura.
Essa infatti dovrà resistere alle sollecitazioni fisiche, meccaniche e chimiche provenienti sia dall’ambiente esterno sia dall’ambiente interno.
In presenza di isolante termico, queste sollecitazioni sono ancora più accentuate in quanto la temperatura di esercizio del manto impermeabile è in ogni caso “estremizzata”: molto elevata nella stagione calda e molto bassa durante la stagione fredda.
Un’alternanza di temperatura che in alcune località si verifica nelle 24 ore: elevata di giorno, bassa di notte.
Per questi motivi si consiglia di utilizzare prodotti con elevati valori di flessibilità a freddo (-15/-25°C) e di stabilità a caldo (+120/+140°C).
Non va dimenticato che le membrane impiegate devono essere il più possibile “stabili dimensionalmente” (ritiro libero minore 0,30%).
Idonee a questo impiego sono le membrane con armatura di tipo composito (poliestere + fibra di vetro) come Super A, della Nord Bitumi, più stabili di quelle armate con tessuto non tessuto di poliestere.
Per diminuire la temperatura di esercizio del manto impermeabile ed allungarne la funzionalità nel tempo si raccomanda di utilizzare membrane autoprotette o verniciate, come Super A Minerale, che ha la faccia superiore rivestita di scaglie di ardesia naturale.
Super A e Super A Minerale godono della certificazione NBI, che garantisce una standard qualitativo tale da essere accettato in Paesi con climi molto rigidi, quali appunto i Paesi Scandinavi.
Fondamentale, infine, che la posa in opera sia realizzata con accortezza e precisione.
Le “buone pratiche” da seguire non differiscono da quelle per la normale posa. In particolare è necessario assicurarsi che la superficie su cui si applicherà il primer e successivamente l’impermeabilizzante, sia asciutta, pulita, senza tracce di ghiaccio o brina.
Se la temperatura esterna è inferiore ai 5°C il prodotto non va posato.

Per ulteriori informazioni

http://www.nordbitumi.it

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